Il modem in questione viene fornito dalla società Brasiliana Claro. L’offerta e’ molto buona e prevede un contratto annuale con riduzione del costo dell’apparecchio in base alla velocità scelta tra 250kbps 500kbps ed 1mbps (qui in prova).
Non ho assolutamente idea se la versione E156B sia commercializzata anche in Italia o in Europa, ma spero di aiutare i Pinguini Migratori, che si trovano fuori dall’italia per scelta o per lavoro, ad utilizzare questo modem con Ubuntu..o almeno ci provo.

Ecco una prima immagine (non c’e’ nemmeno su google image). Sul lato sinistro, protetto da una chiusura di gomma, c’e’ lo slot per le card MicroSD, SIM/USIM (seguirà howto a parte):

d

  • Kernel
  • Kernel utilizzato: Linux dv4 2.6.29-lost #1 SMP PREEMPT Thu Apr 2 19:14:22 BRT 2009 i686 GNU/Linux.
  • Moduli utilizzati parte PPP: ppp_deflate, bsd_comp, ppp_async, ppp_generic, slhc, crc_ccitt, zlib_deflate.
  • Moduli utilizzati parte USB: usbcore, usbserial, option.
  • Pur non utilizzando un kernel Ubuntu posso dire con certezza che tutti questi driver sono già presenti nel kernel perciò non è necessario alcun intervento esterno.

    Nel manuale di istruzioni non c’e’ alcun cenno di configurazione quindi ho dovuto rispolverare vecchi howto e riadattarli per questo caso specifico.
    La prima cosa da fare è quella di verificare il nome esatto del chip ed il relativo busID:

    lsusb

    Bus 008 Device 008: ID 12d1:1003 Huawei Technologies Co., Ltd. E220 HSDPA Modem / E270 HSDPA/HSUPA Modem

    Qui si può subito notare che la sigla riportata sulla pendrive è discordante con quanto rilevato da lsusb. Probabilmente il chip è sempre E220/E270.
    È bene ricordarlo in quanto unica informazione in nostro possesso con la quale iniziare la ricerca in rete..e di risultati con E156B ne escono davvero pochi.

    Controlliamo adesso il binding con il device ttyUSB0/ttyUSB1. Scolleghiamo il modem e lanciamo il seguente comando:

    sudo tail -f /var/log/messages

    May 25 10:44:41 dv4 kernel: [ 387.019874] option 8-1:1.0: GSM modem (1-port) converter detected
    May 25 10:44:41 dv4 kernel: [ 387.020156] usb 8-1: GSM modem (1-port) converter now attached to ttyUSB0

    Questa è la fase in cui il dispositivo USB viene convertito in un device virtuale per il nostro sistema.
    Come in tutti questi apparecchi, il buon funzionamento è dato dal “blinking” del led in esso montato, che può essere di vari colori e di diversa intensità a seconda delle reti trovate, o meglio, del protocollo.

    wvdial
    Ora non ci resta che attivare il collegamento e per fare questo utilizzeremo il programma wvdial.
    Wvdial è già installato di default nelle recenti versioni di Ubuntu. Nel caso non lo fosse o l’avessimo rimosso per sbaglio:sudo apt-get install wvdialLa cosa migliore da fare sarebbe quella di lanciare sudo wvdialconf per la configurazione, ma possiamo evitare questo passaggio semplicemente inserendo la configurazione mostrata di seguito in /etc/wvdial.conf. Prima facciamo un backup:sudo cp -v /etc/wvdial.conf /etc/wvdial~.conf

    Apriamo l’originale con un editor di testo qualsiasi e sostituiamo tutto con:

    [Dialer Defaults]
    Init1 = ATX3
    Init2 = ATQ0 V1 E1 S0=0 &C1 &D2
    Init3 = AT+CGDCONT=1,"IP","bandalarga.claro.com.br"
    Modem Type = Analog Modem
    Baud = 460800
    New PPPD = yes
    Modem = /dev/ttyUSB0
    ISDN = 0
    Phone = *99***1#
    Dial Command = ATDT
    Username = claro
    Password = claro
    Stupid Mode = 1
    Auto DNS = 0
    Check DNS = 0

    NB:I parametri sono personalizzabili a seconda del fornitore di servizio (riga 3) del modem (riga 4) e di tutto il resto.

    Non dovrebbe essere necessario, ma controlliamo che in /etc/resolv.conf ci siano i seguenti DNS:

    nameserver 200.169.118.22
    nameserver 200.169.117.22

    Avviamo, infine, wvdial:

    sudo wvdial

    May 25 10:56:28 dv4 pppd[17077]: pppd 2.4.5 started by root, uid 0
    May 25 10:56:28 dv4 pppd[17077]: Using interface ppp0
    May 25 10:56:28 dv4 pppd[17077]: Connect: ppp0 < –> /dev/ttyUSB0
    May 25 10:56:28 dv4 pppd[17077]: CHAP authentication succeeded
    May 25 10:56:28 dv4 pppd[17077]: CHAP authentication succeeded
    May 25 10:56:31 dv4 pppd[17077]: Could not determine remote IP address: defaulting to 10.64.64.64
    May 25 10:56:31 dv4 pppd[17077]: local IP address 187.24.20.56
    May 25 10:56:31 dv4 pppd[17077]: remote IP address 10.64.64.64
    May 25 10:56:31 dv4 pppd[17077]: primary DNS address 200.169.118.22
    May 25 10:56:31 dv4 pppd[17077]: secondary DNS address 200.169.117.22

    D’ora in avanti la nostra interfaccia sarà ppp0:

    ifconfig

    ppp0 Link encap:Point-to-Point Protocol
    inet addr:187.24.20.56 P-t-P:10.64.64.64 Mask:255.255.255.255
    UP POINTOPOINT RUNNING NOARP MULTICAST MTU:1500 Metric:1
    RX packets:2128 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
    TX packets:2173 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
    collisions:0 txqueuelen:3
    RX bytes:1857695 (1.8 MB) TX bytes:351296 (351.2 KB)

    Nel caso non riuscissimo a connetterci andiamo a consultare il manuale di pppd per la spiegazione sul codice di errore:

    man pppd

    Come tutti poi ben sapranno, ci sono anche i betavine.
    Alla prossima..ahh..dimenticavo. Velocità di download? (scaricando la iso di Ubuntu 9.04 da un mirror locale, quindi Brasiliano): circa 120kb\s. Direi che ci siamo proprio.

    Questo e’ Transmission che pompa alla grande!

    transmission

    😉

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