Nel 2009 il sig. Ricci, presso l’area archeologica di Paestum, l’antica Poseidonia, scatta alcune fotografie che riversa sul computer una volta tornato a casa (ps. compratevi un Ipad). Ma solo in questi giorni ha notato che su alcune immagini appare uno strano puntino nero. Le fotografie sono state inviate al CUB per una analisi fotografica eseguita da Carmine Silvestri, che ha proposto alcune soluzioni, o meglio, NON soluzioni, in quanto l’U.F.O è rimasto tale.

Mi permetto di contestare queste analisi perchè, secondo le mie, si tratta semplicemente di un volatile.
Pur non avendo gli originali (ma nemmeno il CUB li ha) ormai bastano pochi e semplici passi per “sblurfalare” questi oggetti misteriosi neri che prima non c’erano e poi appaiono nelle fotografie.
Non servono nemmeno i dati EXIF per ricavare preziose informazioni sulle distanze focali e sulle grandezze.
Ho semplicemente eseguito, ed interpretato, una analisi dei toni (densitometria) con Fiji (una versione completa di ImageJ, open ed installabile su Uubuntu tramite repository).
Come potete notare dall’immagine non ho applicato alcun filtro. L’ho portata in formato 8bit, ho selezionato “cosa” voglio misurare (in questo caso la media della scala di grigi) e ho selezionato 3 aree distinte della foto:

1- Oggetto
2- Colonna in primo piano
3- Albero sullo sfondo

Ora, se controlliamo nei risultati salta subito all’occhio che sia l’oggetto nero che la colonna, o quello che ne rimane, hanno più o meno la stessa densitometria. Lo scarto è minimo ma diventa enorme se confrontato con la percentuale dell’albero sullo sofondo.
Questo cosa vuol dire: Molto probabilmente l’oggetto era solo a pochi metri dall’obiettivo. Non può essere un volatile perchè le dimensioni dell’oggetto sarebbero maggiori. Si tratta senza dubbio, quindi, di un insetto. Le affermazioni del testimone poi confermano che l’oggetto non era visibile nè prima, nè dopo nè durante lo scatto. Se fosse stato un oggetto volante lontano, tipo un aereo, credo sarebbere rimasto anche dopo la fotografia invece che sparire nel nulla.

Ingrandire la fotografia non serve a nulla se non a lavorare meglio, ma la qualità dell’immagine va a farsi benedire. Tenendo conto dei risultati della densitometria possiamo correggere l’effetto “pareidolia” con un pò di buon senso. Un corpo centrale nero e due aloni bianchi attorno assomiglia di più ad un insetto (es. mosca) che ad un disco volante, come afferma Silvestri:

Escludere quindi l’insetto o il volatile solo per via della forma “discoidale”, distorta dalla vicinanza con l’obiettivo e dall’ingrandimento esasperato, non ritengo essere una mossa corretta.
Aggiungo che sto esprimendo una mia opinione e che non sto “umiliando” o “denigrando” il lavoro di nessuno. Sto semplicemente invertendo la rotta: Dagli sbeffeggi alle prove concrete, per evitare denuncie che oscurerebbero la verità.
Saluti e buon Natale…
🙂

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