Chi traduce testi di carattere scientifico o medico col traduttore di Google, dovrebbe poi verificare di non aver scritto semi-idiozie, specialmente nei titoli.
A Mandy Sellars, una donna inglese di Lancashire, è stata diagnosticata una sindrome estremamente rara, di cui si conoscono solo poche centinaia di casi in tutto il mondo e che ha reso tristemente celebre Joseph Merrick in arte “Elephant Man” (L’uomo elefante), un tempo ritenuto affetto da neurofibromatosi.

La sindrome di Proteo non ha attualmente una cura definitiva anche se è possibile migliorare le condizioni del paziente intervenendo sulla rimozione dei tumori che normalmente si formano in seguito a questa malattia che causa una crescita incontrollata di pelle, ossa e tessuti (compresi vasi sanguigni e linfatici) in varie parti del corpo. Una speranza, forse, arriva da un team di ricercatori che ha identificato il gene responsabile di questa mutazione.
La Sellars ha raccontato molte volte la sua storia in televisione, dove recentemente è riapparsa per testimoniare la sua difficile scelta di voler amputare entrambi gli arti inferiori per migliorare la qualità di vita, attualmente inchiodata su di una sedia a rotelle. La storia completa potete trovarla sul sito ufficiale.
Purtroppo l’arto amputato, o meglio il moncone, continua inarrestabile la sua crescita in circonferenza, come spiegato dal Mirror. Ma questo non è un mistero, perchè la malattia è conoscita proprio per questo particolare.
Ma la palla di neve che scende dal cocuzzolo della montagna sta portando a valle una bufala che potrebbe investire i lettori di blog sensazionalistici come Noncipossocredere o Leggo, ad esempio, che titolano così la notizia:

Due anni fa Mandry ha deciso di porre fine a questo calvario attraverso la via più dolorosa: l’amputazione dell’arto. Ma, inspiegabilmente, la gamba ha ricominciato a crescere.

“Quasi subito l’arto ha cominciato ad adattarsi sempre più difficilmente alla mia protesi – racconta Mandy -. Ad un certo punto il tronco della gamba ha rotto la protesi

Originale:

The stump is growing in size

Lungi da me innalzarmi a professore di inglese, ma in questo caso “stump” è il moncone, la parte rimanente di una amputazione. Non significa “ceppo” o “tronco”.

Gambe che ricrescono? Ma siamo sicuri che non si tratti di una affermazione talmente straordinaria da meritare la prima pagina? Effettivamente un lettore si domanda:

Non si può sfruttare questa malattia per imparare la rigenerazione?

L’arto non sta “crescendo” in lunghezza. Non si sta rigenerando automaticamente come le code delle lucertole. La parte dell’arto che è stata risparmiata dall’intervento chirurgico sta aumentando di volume, perchè stanno aumentando i muscoli e i vasi sanguigni. Si pensava che eliminando la parte infetta si potesse bloccare così il processo di crescita ma evidentemente i medici si sbagliavano.

Certo il titolo è fuorviante. Scritto così dà l’impressione che questa donna abbia una specie di “dono” della natura che le impedisce di vedere le sue gambe amputate. Il “paziente zero” da cui attingere preziose informazioni sulle possibili applicazioni di rigenerazione di tessuti. Magari sarà anche così ma il senso voluto e cercato da chi ha scritto l’articolo non è questo.
Si chiama sindrome da “missing click” ed è una malattia molto diffusa che colpisce chiunque sia in deficit di audience…

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5 Comments

  • E’ da tempo che mi batto perche’ i termini inglesi siano tradotti per bene, questi fatti diventano sempre meno rari.

    Esempio di termini inglese tradotti per assonanza:
    “to post” – “postare” invece di “pubblicare”
    “to edit” – “editare” (che guarda caso vuol dire pubblicare) invece di “modificare”
    “to quote” – “quotare” invece di “citare”

    Sono tutti quanti sbagliati, ma largamente usati. Ora non e’ il caso dell’articolo, ma e’ sempre piu’ diffuso la traduzione “fai da te”, dove italiani che sanno poco l’inglese traducono come viene e spesso (come in questo) caso cambiano il senso della frase o addirittura danno un senso diverso alla parola usata.

    Consiglio a tutti quanti hanno a cuore la lingua italiana di smettere di usare questi mostri e di far smettere chi ti sta accanto!

      Quota

  • Marco Cimmino:
    E’ da tempo che mi batto perche’ i termini inglesi siano tradotti per bene, questi fatti diventano sempre meno rari.

    Esempio di termini inglese tradotti per assonanza:
    “to post” – “postare” invece di “pubblicare”
    “to edit” – “editare” (che guarda caso vuol dire pubblicare) invece di “modificare”
    “to quote” – “quotare” invece di “citare”

    Sono tutti quanti sbagliati, ma largamente usati. Ora non e’ il caso dell’articolo, ma e’ sempre piu’ diffuso la traduzione “fai da te”, dove italiani che sanno poco l’inglese traducono come viene e spesso (come in questo) caso cambiano il senso della frase o addirittura danno un senso diverso alla parola usata.

    Consiglio a tutti quanti hanno a cuore la lingua italiana di smettere di usare questi mostri e di far smettere chi ti sta accanto!

    Ci sarà un motivo per cui il Traduttore professionale è una figura lavorativa ben remunerata…:-)

      Quota

  • Gian Maria Donno ITALY Mozilla Firefox Ubuntu Linux 6 anni ago

    Seguo con interesse il tuo blog. Mi sono astenuto dal commentare altri articoli per non incorrere in errori dovuti alla poca conoscenza di certi argomenti. Il caso della Sellars, proposto in Italia da wild, però mi ha colpito. Tralasciando le traduzioni alla carlona (diavolo, basta un buon vocabolario e una conoscenza delle regole base della grammatica inglese), ricordo che la cosa che mi colpì particolarmente fu la diagnosi di una genetista, di cui purtroppo non ricordo il nome. Questa dottoressa propose il mosaicismo, un’alterazione del codice genetico che causa disfunzioni e squilibri nella crescita dell’organismo, sottolineando il fatto che la Sellars non aveva un filo di grasso nella parte superiore del corpo e la massa muscolare al minimo essenziale. Questo perchè il fisico è ormai “programmato” per la crescita intensiva degli arti inferiori. Ora, non sono un genetista, ma direi che la spiegazione per l’ingrossamento del moncone posa essere ricondotta a questa patologia o comunque alla sindrome di Proteo.

    Stay Linuxish, stay Ubuntuish 😛

      Quota

  • Gian Maria Donno:
    Seguo con interesse il tuo blog. Mi sono astenuto dal commentare altri articoli per non incorrere in errori dovuti alla poca conoscenza di certi argomenti. Il caso della Sellars, proposto in Italia da wild, però mi ha colpito. Tralasciando le traduzioni alla carlona (diavolo, basta un buon vocabolario e una conoscenza delle regole base della grammatica inglese), ricordo che la cosa che mi colpì particolarmente fu la diagnosi di una genetista, di cui purtroppo non ricordo il nome. Questa dottoressa propose il mosaicismo, un’alterazione del codice genetico che causa disfunzioni e squilibri nella crescita dell’organismo, sottolineando il fatto che la Sellars non aveva un filo di grasso nella parte superiore del corpo e la massa muscolare al minimo essenziale. Questo perchè il fisico è ormai “programmato” per la crescita intensiva degli arti inferiori. Ora, non sono un genetista, ma direi che la spiegazione per l’ingrossamento del moncone posa essere ricondotta a questa patologia o comunque alla sindrome di Proteo.

    Stay Linuxish, stay Ubuntuish :-P

    Grazie per il supporto e per l’intervento. Non preoccuparti di sbagliare, l’avrò fatto pure io tante volte in chissà quanti articoli.
    La sindrome di Proteo non la conoscevo, e all’inizio ho pensato subito a questa malattia che colpisce il sistema linfatico provocando ipertrofia degli tessuti.

      Quota

  • Gian Maria Donno ITALY Mozilla Firefox Ubuntu Linux 6 anni ago

    Divilinux: Grazie per il supporto e per l’intervento. Non preoccuparti di sbagliare, l’avrò fatto pure io tante volte in chissà quanti articoli.
    La sindrome di Proteo non la conoscevo, e all’inizio ho pensato subito a questa malattia che colpisce il sistema linfatico provocando ipertrofia degli tessuti.

    Ricordo il caso, sempre di una donna, affetta da problemi linfatici (non era chiara la causa). Però propenderei più per il mosaicismo o, al massimo, per la sindrome di Proteo e ti spiego perchè. Una delle conseguenze della filariasi oltre alla deformità degli arti, è la formazione di ulcere cutanee e, in generale, un deterioramento della cute, che si tende all’eccesso. Le gambe della Sellars sono si deformi, ma con una cute relativamente normale. Mi viene da pensare che la pelle delle gambe cresca contemporaneamente alla massa muscolare e alla massa grassa e, per questo, che rimanga sana. La pelle di chi è affetto da filariasi, almeno nelle persone adulte, viene sottoposta ad aumenti di volume eccessivi, che non consentono il normale ricambio delle cellulele epiteliali. Certo, il fatto che il moncone presenti aumento di volume alla stessa velocità di prima, indica che c’è qualcosa di più profondo. Insomma, una crescita continua in un’età che ormai non è più quella dello sviluppo è strana. Di certo, però, non è niente per cui valga la pena di gridare al miracolo, anzi, casi del genere dovrebbero spronare a portare avanti le ricerche per capire le cause di simili anomalie.. Ripeto, ragiono per ipotesi assolutamente personali e da profano, quindi il tutto è rigorosamente IMHO 🙂

      Quota