Un paio di avvistamenti nostrani catturano la mia attenzione: Il caso di un OVNI avvistato nel mese di Agosto in Trentino e uno più recente e sicuramente più intrigante, ma andiamo con ordine.

Il primo articolo proviene dal CUB (Centro Ufologico di Benevento) ed è stato scritto da Angelo Carannante, che commenta così l’oggetto che compare nella fotografia qui in basso:

Quello del Trentino Alto Adige, è uno di quegli strani avvistamenti ufo che come al solito e sistematicamente si rivelano in un secondo momento dopo lo scatto della fotografia. Oramai un classico. Le macchinette fotografiche digitali hanno aperto ai nostri occhi un mondo prima poco visibile, ma molto più “presente” nella nostra realtà di quanto si immagini. Molte domande al convegno di sabato a Benevento sull’impatto psicologico in ipotesi di visite extraterrestri hanno riguardato precisamente questo aspetto, perchè tra l’altro ci si chiedeva proprio perchè gli ovni, molto spesso si vedono successivamente nelle immagini immortalate. Lo stesso discorso chiaramente può farsi per gli orbs e tanti altri strani fenomeni fino ad arrivare a quelli che comunemente si chiamano fantasmi. Semplicemente accade che, probabilmente, gli apparecchi fotografici degli ultimi anni riescono a percepire frequenze invisibili al limitatissimo occhi umano. Inoltre, a differenza del passato sono nella disponibilità praticamente di chiunque. Quindi l’abbondanza delle fotografie e delle immagini, rispetto a tempi più risalenti è aumentata in modo esponenziale. Semplice l’equazione: più apparecchi, più fotografie, più ufo, E’ come se inconsapevolmente l’umanità monitorasse continuamente il cielo: di conseguenza gli oggetti volanti non identificati non hanno più la vita facile del passato. Anche quando sono invisibili ai nostri occhi vengono scovati

Ho quotato questo passaggio di Carannante per poterlo commentare in tutta sincerità, specialmente le parti in grassetto.
Si domandando perchè gli OVNI si vedono sulle immagini solo in un secondo momento, quando si riversano i files sul computer. Ebbene la risposta è molto semplice, e chi segue da un pò il blog l’avrà senz’altro memorizzata. Perchè la maggior parte delle volte l’obiettivo della macchina fotografica, nel momento che intercorre tra la pressione del dito sul bottone e lo scatto vero e proprio, cattura non solo il paesaggio ma tutto ci che in questo lasso di tempo gli passa davanti come, ad esempio, un volatile o un insetto.

Quando il testimone assicura di non aver notato nulla al momento dello scatto e nella fotografia rimane impresso “uno strano oggetto” si tratta quasi sempre di BLURFO. Carannante lo ammette ma forse non se ne accorge. È proprio l’aumento esponenziale degli apparecchi fotografici e dei telefoni cellulari che consente a più persone di scattare foto del genere che sono si insolite ma non di certo rare.
Quanto all’altra affermazione, circa le misteriose capacità delle macchine fotografiche moderne di “vedere” frequenze che l’essere umano non percepisce, non mi pronuncio. Prima ci vogliono delle prove altrimenti rimangono semplici farneticazioni. Le macchine sono plasmate e concepite per migliorare i nostri sensi.
La visione “assistita” dal computer è molto più accurata della visione umana. Il suo principale vantaggio è l’oggettività e la continuità nel tempo.
Infatti la visione umana:

• È limitata alle lunghezze d’onda comprese fra 380 e 700 nm, con una
maggiore sensibilità intorno ai 550 nm;
• Riesce a discriminare poco più che un centinaio di gradazioni di grigio;
• Interpreta in maniera nient’affatto lineare la relazione fra intensità della
luce riflessa e brillanza (intensità percepita) di un oggetto;
• Tende a sopravvalutare o sottovalutare le informazioni al confine fra
oggetti di differente intensità (effetto Mach Band); è influenzata dalla
luminosità dello sfondo (effetto di contrasto simultaneo).

Nonostante ciò, la visione umana è supportata da un processo ricognitivo ed interpretativo estremamente sofisticato, che consente di prendere rapidamente delle decisioni di differenziazione o catalogazione degli oggetti.
Quindi non è vero che il microscopio, ad esempio, riesce a “vedere” cose che l’occhio umano non vede. Il microscopio offre all’essere umano, attraverso la sua tecnologia, la possibilità di vedere ciò che naturalmente non può vedere. C’è una bella differenza ad affermare che le macchine fotografiche fotografano frequenze che l’occhio umano non può percepire…ma che poi percepisce una volta che viene sviluppata la foto. Non è una contraddizione?
La fotografia scattata in Trentino, per tornare all’avvistamento, non è quella originale, che si presta ad una analisi veritiera. È stata ritoccata al computer (il match con l’algoritmo di compressione abbraccia numerosi programmi) e da una prima analisi densitometrica sembra più vicino all’obiettivo di quanto si possa credere. Di poco sopra i fili dell’energia e ben distante dalle montagne sullo sfondo. In più l’oggetto è sfocato. C’è bisogno di altro per bollarlo come BLURFO?

Il secondo avvistamento invece ci arriva dal sito Scienzediconfineemistero con location a Gemona del Friuli. Peccato non avere l’immagine originale, anche in questo caso, ma la testimonianza mette in evidenza alcune cose interessanti:

la foto è stata scattata a Gemona del Friuli da Daniela Vinciguerra. Nessun testimone, cielo sereno, erano le 19,33 del 1 ottobre 2011. Stavo scattando foto cercando di fotografare qualche orbs (tempo perso n.d.D), non ho visto l’oggetto a occhio nudo, nessun rumore particolare, la macchina fotografica è una SONY CYBERSHOT – 8.1 MEGAPIXEL (non lo sapremo mai n.d.D)

Il commento di Gabriele Lombardo:

l’oggetto di forma presumibilmente triangolare, o più verosimilmente a forma di boomerang (perchè verosimilmente? n.d.D), è stato visto direttamente nella foto scattata da Daniela. La foto in questione, fa parte di un gruppo di fotografie scattate quella stessa sera, ma è l’unica a presentare l’oggetto; la zona dell’avvistamento è (Gemona) , questa è ricca di avvistamenti strani; purtroppo molti di essi non sono sufficientemente documentati.

La forma triangolare, l’assenza di rumori e le tre luci che provengono dall’oggetto e la scia “nera” (probabilmente una decorazione) mi hanno subito fatto ricordare che esistono dei nuovi aquiloni cinesi, chiamati lighted-kites, dalle forme più particolari ma prevalentemente a “boomerang” o a “triangolo”. Questi aquiloni possiedono uno o più LED che possono rimanere accesi per più di 60 ore:

Ovviamente sono stati studiati per volare di notte. L’oggetto è piuttosto vicino all’obiettivo e si libra appena sopra i tetti di alcune case. Una altezza sicuramente compatibile con le quote operative raggiunte da queste divertentissime “macchine volanti”.
Guardate questo video, con relativo commento, e poi provate ad immaginare se sia più difficile credere ad “un’astronave con ugelli” o ad un semplice Cervo Volante:

Se può consolarvi era un semplice aquilone illuminato da lampadine colorate! Abbiamo visto una famiglia di cinesi, nel parcheggio dell’Auchan, mentre lo facevano volare

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5 Comments

  • Quello che non firma gli articoli sarei io? Ma se il blog è mio e sono l’unico che ci scrive…devo pure firmare a fine articolo?
    🙂

    Risposta molto stizzita che non vale la pena di commentare. Dalle poche parole di Carannante si evince che non è una persona aperta al dialogo e che non considera il lavoro di chi non la pensa come loro.
    Vorrei concedermi solo un intervento perchè il discorso sulle macchine fotografiche merita un chiarimento:

    Come pure sono tanti i filmati in cui oggetti misteriosi attraversano il campo visivo a velocità tanto elevata da portare il fenomeno al limite di percezione per l’occhio umano. E’risaputo che i sensori del CCD di molte fotocamere possono avere capacità di mostrare nel visibile frequenze che visibili non sono all’occhio umano (es IR e UV).

    Le parole di Carannante nell’articolo sull’UFO del Trentino:

    Semplicemente accade che, probabilmente, gli apparecchi fotografici degli ultimi anni riescono a percepire frequenze invisibili al limitatissimo occhi umano

    Qui Carannante denota molta insicurezza perchè dice “probabilmente” quando invece è assodato che i sensori CCD sono in grado di rilevare radiazioni elettromagnetiche che vanno da 350 nm (UV) a 1000 nm (IR), seppure con diverse intensità a seconda dei sensori in modo da ottenere immagini che riproducano con sufficiente fedeltà la gamma cromatica degli oggetti stessi. Esempio di applicazione sul campo: La spettroscopia utilizzata in astronomia.
    Invece il messaggio che Carannante vuole far passare è che le macchine moderne misteriosamente catturano quello che l’occhio non vede, come se l’oggetto in questione fosse una radiazione e non un oggetto, tirando in ballo persino ORBS e fantasmi. Le macchine fotografiche moderne, come quelle antiche, fanno esattamente quello che vogliamo noi, perchè siamo noi che le abbiamo costruite! Non ci sono misteri, non ci sono caratteristiche di cui non siamo a conoscenza. Proprio per questo io ho scritto “vedere”, tra virgolette, nel senso che le macchine fotografiche non vedono il “paranormale”.

    Perchè noi siamo in grado di scattare foto come queste…

    http://www.flickr.com/photos/blakk/3647427327/in/set-72157615790015972

    …ma quando si tratta di dischi volanti le immagini sono sempre identiche a quelle dell’UFO in questione?

      Quota

  • I soliti (F)Ufologi.
    Si autoreferenziano, poi accusano gli altri di quello che fanno loro tutti i giorni (un esempio il Sig. “espertone foto- farlocco”Carmine Silvestri, incompetente in fotografia al pari di Carannante usa la fantasia invece che la fototecnica.)

    Infrarossi e ultravioletti sono presenti ogni giorno, e ogni giorno le fotocamere li “fotografano”: mai notato che il cielo è più azzurro in montagna rispetto alla pianura? E non parlo solo di occlusione atmosferica minore: il colore molto acceso degli azzurri in fotografia di montagna….è dovuto alla “cattura” da parte della fotocamera degli….ULTRAVIOLETTI! E nota bene succedeva anche con LE PELLICOLE! (sensibilità UV e IR simile ai moderni CCD).

    Ma loro non lo sanno, o meglio non lo vogliono sapere: è questo il mio (e vostro) vantaggio.

      Quota

  • E non tutti i sensori CCD hanno le stesse caratteristiche, questo va sottolineato, altrimenti poi si pensa che il telescopio spaziale Hubble e la telecamera a circuito chiuso della Sony siano dotati dello stesso sensore…
    Ecco quale è la funzione del sensore CCD, che non è quella di mostrare oggetti invisibili all’occhio umano.

    IR Sensitivity: Infra-Red Light sensitive without loosing the true coloration at day light

    Sono passate MOLTE ore da quando ho inserito un commento alla risposta di Carannante ma ancora non è stato pubblicato. Vogliamo parlarne qui? La pubblicazione è immediata…
    😉

      Quota

  • Insider ITALY Mozilla Firefox Windows 6 anni ago

    Sono passate MOLTE ore da quando ho inserito un commento alla risposta di Carannante ma ancora non è stato pubblicato. Vogliamo parlarne qui? La pubblicazione è immediata…

    Temo che resterà disperso nell’oblio. In passato ho provato più volte a lasciare commenti per articoli scritti dal vecchio sito del CUB, ma una buona fetta di essi non l’ho mai vista pubblicata, mai.
    Sarebbe molto utile un confronto anche con il loro Carmine Silvestri che elargisce filtri psichedelici a destra e manca, magari ne capiremo questa passione. ^_^

      Quota