Tra le innumerevoli fotografie scattate dal Rover Opportunity sul suolo Marziano, il gruppo Ufo Research Web, ha messo in risalto questo scatto dove in apparenza non si nota nulla. Quando evidenziamo il particolare ecco apparire quella che sembrerebbe una tomba, un sarcofago con tanto di povere spoglie aliene al suo interno. Subito sopra il sarcofago si nota la testa di un leone, come una specie di disegno ornamentale:

In basso a destra, nel secondo riquadro, giacierebbe il cadavere di un altro essere alieno, ripiegato su sè stesso.
Il particolare della tomba all’ingrandimento:

Ma non è finita qui, perchè ci sarebbe un terzo cadavere alieno disteso poco sopra la testa del leone (foto di Enrico Tilotta):

Le pareti del sarcofago sembrano levigate, curate e intagliate nella roccia. A dire il vero la qualità dell’immagine ingrandita è scarsa e non si capisce bene se si tratta di un’opera artificiale o se siano invece 3 rocce piatte distinte che si sono incastrate in quel modo (più una centrale, ossia il bambolotto) mentre rotolavano giù dalla bocca del cratere Santa Maria.

Come mai così tante immagini dello stesso luogo con tonalità di grigio differenti? Perchè le fotografie vengono scattate con vari filtri nell’arco di diversi giorni, per poi essere composte ed ottenere l’immagine in pseudocolore. Questo particolare ha rivelato, in passato, che il famoso “umanoide” identificato nel 2008 non era altro che l’ombra di una semplice roccia. Paolo attivissimo, in un suo articolo, spiega molto bene come funzionano questo genere di immagini e come sia facile incappare nella pareidolia. Le stesse informazioni si possono trovare sul sito della N.A.S.A (alla faccia del cover-up).

Se siete in possesso degli occhialini rossi e blu, potete gustarvi l’immagine stereoscopica in 3D del cratere Santa Maria e cogliere la reale conformazione di quelle rocce:

La visione in 3D permette di distinguere quali parti dell’immagine fanno parte dello sfondo e quali invece appartengono alla roccia.

Ho trovato un’altra immagine del cratere, che dovrebbe essere quella completa, dove la testa del leone non si vede e il “sarcofago” appare un pò frastagliato e irregolare, anzichè di aspetto liscio e levigato come nelle fotografie in scala di grigi:

Probabilmente, anche questa volta, il nostro cervello è ingannato dalla familiarità con forme a noi conosciute.
Santa Maria sembra un cratere “relativamente poco eroso e di recente formazione”, secondo Ray Arvidson, della Università di Washington in St. Louis. Arvidson è il principale investigatore dei due rovers Spirit e Opportunity. Santa Maria ha approssimatamente 90 metri di diametro con una profondità stimata tra i 9 e i 14 metri. Inoltre ha una forma leggermente ovale e non rotonda.
Le immagini sono state inviate nel Dicembre del 2010 mentre il rover proseguiva il suo cammino verso altri crateri di alto interesse scientifico (probabile presenza di acqua): Endurance e Victoria.

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Immagini da Marte

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