Troppo bello per essere vero? Per una volta la scena è reale, i testimoni non sono prezzolati ed effettivamente qualcosa lassù brillava di luce artificiale. Si trattava di un modellino a forma di disco telecomandato da terra tramite cellulare:

Fonte: AffariItaliani.it.

In questi giorni circolano sul web alcune immagini di presunti avvistamenti di oggetti non identificati sui cieli della cittadina giapponese di Kawaguchi. Pare che il traffico della cittadina sia andato letteralmente in tilt a causa dello “spettacolo offerto da un Ufo circolare corredato di armoniose luci colorate simili a Led”. Realtà o fantasia? L’ufo è stato realizzato da Peter Coffin, artista di New York, e dalla compagnia di Londra Cinimond Studio. Si tratta di un ufo del diametro di 7 metri che può lievitare nell’aria e produrre un gioco di luci a led. E’ stato costruito in alluminio ed è illuminato da 3.000 led che si possono controllare a distanza. A vederlo, sembra vero! Sarà per questo che tutti coloro che lo hanno visto, si sono fermati per fotografarlo o riprenderlo col cellulare.

La Cinimon Studio non è nuova a queste imprese spettacolari. Nel 2009 ha realizzato, tra gli altri, anche l’ufo per il famoso video di Rio de Janeiro. Qui potete trovare le splendide immagini del disco di alluminio.
Peter Coffin ha realizzato un capolavoro eccezionale che, a causa delle enormi dimensioni e di una ingegneria piuttosto complessa, non sarebbe stato in grado di portare a termine senza i finanziamenti di alcune imprese come la Open Art di Varsavia e la New York Art Fund.. Per quanto riguarda l’illuminazione a LED è stato sponsorizzato da Color Kinetics / Philips.
Il generatore di bordo eroga una potenza di 6Kw ed è remotamente controllabile tramite SMS. I 3000 LED sono invece controllati da un unico “solid state” computer (Mac, a quanto si vede dalle immagini).

Chissà in quante altre occasioni sono stati utilizzati questi prototipi per studiare il comportamento dei testimoni ed apportare eventuali modifiche che lo rendessero più credibile. Dietro ad ogni avvistamento si potrebbe quindi nascondere un grande set cinematografico, gestito da tecnici e ingegneri elettronici appoggiati da grandi case di produzione di effetti visivi, dove i protagonisti sono reclutati al momento, lasciando loro il compito di divulgare le notizie tramite social network.

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