Le ultime scoperte “scientifiche”, o “virali” se volete, eseguite digitando coordinate su di una tastiera, continuano a sorprenderci. Sostanzialmente si tratta sempre della solita pizza. C’è chi si diverte a leggere i fondi del caffè in piedi al bancone del bar e chi a riconoscere forme nelle nuvole assopito, dondolando sull’amaca di casa sua.

Ma anche in posizione seduta, davanti al computer, si può continuare a viaggiare con la fantasia ricercando nelle rocce vere e proprie opere d’arte. Come? Attraverso le splendide immagini che ci giungono da Marte e raccolte da GoogleMars.

Si è discusso molto sulle fotografie “scovate” dal ricercatore indipendente Matteo Ianneo, ma si è discusso soprattutto sulla stessa cosa. L’innegabilità che il “volto di Iside” sia un’opera artificiale.
Non vi è comunque una sola prova, valida o scadente che sia, che avvalora questa tesi. C’è semplicemente la convinzione generalizzata che quell’immagine ricalchi un disegno perfetto nei minimi dettagli, come l’ombra delle ciglia di Iside, degno di uno stile e di una intelligenza a noi sconosciuta, antichissima ed evoluta.
In un mio vecchio post potete constatare come la Pareidolia giochi brutti scherzi anche qui sulla Terra. Sembra proprio un dipinto, ma il volto di Gesù Cristo è in realtà un gioco di ombre e di luci con i campi coltivati sullo sfondo.

Se si prendesse la il volto da un’altra angolazione noteremmo subito che il disegno in realtà non esiste. È solo un’illusione ottica.
Anche nel caso della faccia di Iside ci troviamo di fronte ad una mera illusione, ed è difficile stimare ad occhio se una depressione in realtà è una collina o viceversa, rispetto all’ambiente circostante. A questo punto non sarebbe meglio affidarsi al parere di qualche esperto prima di far girare la notizia?
Una immagine catturata da Matteo è stata pubblicata persino su Focus che tuttavia spiega che il fenomeno è da ricondurre alla Pareidolia, tolte stranezze tipo ester-egg o immagini errate.

Cosa ha di differente il volto di Mussolini da quello della Dea Iside? Nessuno, a parte il fatto che se per il primo è impossibile pensare che qualcuno sia andato a scolpire il profilo di mussolini su Marte, per la seconda c’è da considerare l’accostamento con la civiltà Egizia, piena di mistero e presunte connessioni con altri mondi. Quindi, per associazione di idee, si è più propensi a considerare il volto di Iside come “autentico”, punto e basta.

Si capisce quindi, come l’autore di queste scoperte, in realtà è solo un buon osservatore nonchè esperto di marketing (virale). Poi arrivano quelli come me, che non hanno studiato un cazzo (non di queste cose) che e cominciano a dare subito fastidio e prontamente arrivano minacce di ritorsioni legali in privato, per farmi cancellare commenti o considerazioni scomode, che incrinerebbero l’aureola sulla loro capoccia
Se qualcuno mi “sgama” devo fare in modo che lo “sgamo” non si diffonda in internet o diventa difficile poi da spiegare…son cose un pò così, lo capisco. Inoltre questo blog è abbastanza indicizzato e mi trovano subito. Azz…
🙂

Io invece voglio proprio dimostrare come il volto di Iside, ripreso da altre angolazioni, in realtà sia solamente una roccia molto somigliante ad un viso con la “canappia”. Potrei vederci Gargamella, oppure il Grande Puffo…possiamo passare settimane a scrivere a cos’altro possa assomigliare questo ammasso di pietre. Li vicino, poi, c’è un’altra montagna che assomiglia ad una scimmia. Uno zoo insomma.

Nessuno, pare, si è posto il dubbio della prospettiva. Vediamo quindi questa immagine ripresa da un’altra angolazione e altitudine, più precisamente da dietro la “testa”:

Non sembra che il “naso” invece che essere in rilievo sia in realtà una depressione? Sembrerebbe proprio di si. Forse si capisce meglio da quest’altra foto:


Certo vedendo questa immagine fa tutto un altro effetto vero?:

Volendo andare sino in fondo si potrebbero visionare le immagini ad alta risoluzione e capire veramente come funzioni questo gioco di depressioni. Ciò non toglie che il volto di Iside visto da questa prospettiva … in realtà non esiste più. Anche le “palpebre” spariscono, se notate bene.
Dunque: Questa antica civiltà ha scavato due “lingue” di terra in mezzo ad un promontorio sapendo che un giorno qualcuno gli avrebbe fatto una foto dall’alto, proprio nell’angolazione in cui ombre e luci si uniscono in perfetta sintonia per disegnare il volto della Dea Iside. Giocavano a nascondino o volevano mostrare il loro messaggio ad altre civiltà? Perchè mai avrebbero dovuto inventarsi una cosa del genere?
Non c’è un geologo tra di voi che riuscirebbe a riconoscere qualche fenomeno di erosione tipico dei fiumi di lava o di gas liquidi che possa aver scavato quei due atterramenti? A chi mi devo rivolgere per sapere se in quella zona di Marte esistono, o sono esistiti, fenomeni particolari?
Un ricercatore non ricerca tutto? Sembra che una volta fatta la scoperta partano subito le risposte, dimenticandosi che il mondo è mosso in realtà dalle domande. Meditate…e lasciate perdere queste cose. Sono come i bottoni di Urzi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi neppure.
😉

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2 Comments

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