Il Petradox è l’unico artefatto oop-art (oggetti non compatibili con la loro epoca) ancora avvolto nel mistero. O almeno così dicono tutti coloro che ci credono o si accontentano delle poche e frammentarie informazioni sull’argomento.
A trovare la roccia misteriosa è stato John J. Williams nell’ormai lontano 1998. Si trovava nel New Mexico, in una zona poco popolata e desertica, per una escursione a piedi in solitario. Dopo essersi ferito con delle protuberanze che uscivano da una pietra, e dopo averla calciata dalla rabbia, incuriosito ha deciso di raccoglierla per mostrarla a qualcuno più competente di lui in materia di geologia.

A dire il vero, come risulta dal suo sito, Williams sfida chiunque voglia cimentarsi in una approfondita analisi per confermare che i due pezzi si siano assemblati da soli. Non lo fa gratuitamente o per la gloria. Ogni tentativo gli frutta la bellezza di 100$, mentre l’intero Petradox non viene via per meno di 500,000$. È per questo che la comunità scientifica non ha alcun interesse nel risolvere un enigma che già si preannuncia una burla.

L’oggetto metallico contenuto in questa roccia sembrerebbe un moderno connettore XLR, uno standard usato in diverse applicazioni tra cui gli accessori per impianti audio o strumenti musicali sin dai primi anni 50. Per chi mastica di musica si tratta dei famosi cavi “cannon” chiamati così per via della prima impresa (Cannon Electric) che gli ha commercializzati.

La domanda non è come ci sia finito un cavo XLR in una roccia vecchia di 100.000 anni, ma come sia possibile che si sia riuscito ad incastonare quando il granito, roccia metamorfica, si forma principalmente da 1,5 a 50km sotto terra per poi risalire gli strati di subduzione della crosta terrestre. Si presume che il cavo, anche se fosse esistito a quell’epoca, si trovasse in superficie, a meno di qualche altra clamorosa rivelazione sugli antichi popoli che abitavano la terra che, a quanto pare, erano pure dei moderni “rokettari”.

Secondo Wikipedia, come dicevamo, il granito risale allo stato semi-liquido attraverso i canali magmatici ed ingloba tutto quello che trova sul suo cammino, in particolar modo le rocce preesistenti, trasformandole a loro volta in minerali (come le Xenoliti). La temperatura di fusione per queste rocce è di circa 700°, mentre il magma ha mediamente una temperatura che va da 650°C a 1200°C. Quindi è possibile pensare che il Petradox, durante il processo di solidificazione, invece che sciogliere un cazzo di connettore XLR fatto di plastica e leghe leggere (l’acciaio a 800°C gia’ modifica la propria struttura) lo abbia solo inglobato? Conoscete forse altre rocce granitiche che inglobano oggetti al loro interno? Perchè se il magma che ha dato origine a quella pietra ha incontrato sulla propria strada un connettore, chissà quante cose allora dovrebbero essere rimaste “intrappolate” in pezzi di magma. Il Petradox è l’unica roccia fin’ora ritrovata che presenta questa “anomalia”. È statisticamente possibile?

Se Williams si fosse informato un pò meglio su queste cose, avrebbe scelto una pietra differente per le sue pagliacciate, come quelle in cui si sono pietrificati i fossili. Un procedimento completamente differente e che parte dall’alto e non dagli strati interni del Pianeta.
Provate poi a pensare ai sassi levigati dal movimento costante di un corso d’acqua o corrosi da forti venti. Il sasso risulta piuttosto liscio ed ovale, mentre il misterioso connettore ha tutti e 3 i pin quasi intatti … solo un pò “smussati”. Il passare del tempo avrebbe dovuto sfigurarlo completamente. Ho lavorato per un lungo periodo come tecnico del suono. Ho saldato una quantità infinita di questi connettori. Nelle zone costiere interessate dalla presenza costante della salsedine, gli XLR, così come qualsiasi materiale ferroso, vengono completamente “mangiati” e corrosi. Mi aspetterei di trovare uno di questi aggeggi quantomeno invecchiato dall’ossidazione.

Eppoi un’altra cosa interessante è il particolare del piedino. Gli XLR hanno un materiale isolante di gomma o plastica dove si inseriscono i pin. Quello della foto sembra metallico (altrimenti adesso non ci sarebbe). Forse non si tratta di un connettore ma di un altro dispositivo, come una piccola valvola o oggetti simili.
La sostanza comunque non cambia molto. Williams asserisce di aver sottoposto (ma da chi?) il Petradox all’esame del carbonio 14 dove la pietra viene datata in un epoca remota compresa tra 100,000-150,000 anni. E l’esame del carbonio 14 sull’oggetto metallico non è stato eseguito? Si tratta di un metodo di comparazione importante, per capire subito se l’XLR è stato aggiunto in un secondo momento.

Le radiografie del Petradox non rivelano nulla di strano, anzi non si capisce proprio nulla sulla sua struttura interna. L’ideale sarebbe sezionarlo, ma per ora, chissà perchè, non se ne parla neanche. Spendereste 500,000$ per comprare un pezzo di granito ed un XLR marcio?
Chi è Divilinux per poter affermare comodamente da casa sua che quella roccia è un falso? Sicuramente nessuno, ma mi piacerebbe partecipare alle conferenze on-line di M. Fratini per rivolgergli queste semplici domande, solo che l’iscrizione è un pò cara e preferisco utilizzare il mio spazio per eventuali risposte, sempre che mi caghi dall’alto del suo livello vibrazionale…
🙂

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