Gli oggetti volanti non identificati, chiamati fino a poco tempo fa U.F.O e successivamente italianizzati in O.V.N.I per correttezza linguistica, sono da sempre argomento che affascina e che allo stesso tempo divide.
Naturalmente non tutto il materiale fin’ora ricavato si puo’ considerare autentico. Molte immagini sono ritoccate o spacciate per quello che non sono. Pero’ e’ anche vero che esistono testimonianze e prove concrete di oggetti sconosciuti catturati – e senza ritocchi – da cineprese e macchine fotografiche.

  • Quello che dobbiamo sapere sugli U.F.O
  • A parte questo discorso scontato, man mano che passano gli anni gli U.F.O cambiano nella forma e nel colore (come direbbe Piero Pelu’) nelle dimensioni e anche nei materiali utilizzati.

    Siamo negli anni ’40 ed il fenomeno dischi volanti e’ appena incominciato. A Roswell, una localita’ nel New Mexico fino ad all’ora sconosciuta, diventa teatro del primo schianto documentato di astronave aliena, o cosí dicono, perche’ la vicenda non e’ mai stata chiarita del tutto.
    In questi periodo gli oggetti volanti hanno forma di piatto o di disco (da qui detti anche Flying Sourcers) e sembrano di colore metallico riflettente, senza luci di navigazione. Contemporaneamente avvengono i primi casi di Abductions documentati.



    Negli anni ’50
    la forma rimane piu’ o meno la stessa. Ricorda grossomodo quella di un cappello, ed infatti, in diverse occasioni, si e’ tentato di far passare per autentico proprio un cappello lanciato in aria. Ma la fantasia non manca di certo, cosí, oltre ai cappelli, troviamo anche lampadari sospesi con fili di nilon, lampioni stradali etc… Nel 1950 fanno la comparsa per la prima volta le famose Flotillas, una serie di oggetti volanti che compongono quella che sembrerebbe una flotta aliena.

    Anche i dischi volanti fotografati negli anni ’60 non cambiano molto nella forma. Qualcuno ha comunque avuto l’idea originale di utilizzare una casseruola per creare un fake:

    Ecco l’incredibile somiglianza:

    Negli anni ’70 cominciano a girare i primi films di fantascienza con gli alieni in primo piano (si pensi ad Incontri rqavvicinati del 3° tipo); Alieni molto piu’ socievoli di quelli ipotizzati 20 anni prima, ma che continuano a spaventare per il modus operandi con cui rapiscono e sottopongono a terribili analisi gli esseri umani. Sono anche gli anni dei primi Blackbird SR-71, orgoglio delle forze aeree Statunitensi. Nelle astronavi compaiono i primi finestrini e le luci accecanti dai colori fortissimi.
    Gli alieni sono di taglia molto piccola, con grandi occhi a madorla ed un cranio sviluppato. E’ lo stereotipo dell’alieno moderno, quello che poi verra’ ripreso per realizzare il fortunatissimo film E.T, L’ExtraTerrestre.
    L’Ufo Solar – chi ha almeno trent’anni e non se lo ricorda? – fa la sua prima comparsa sul mercato. Il fortunatissimo sacco della spazzatura era legato, purtroppo, con un filo troppo corto per sperimentazioni ardite ma le sfide non mancavano di sicuro. UfoSolar a quote altissime, anzi, a 1561mt – come direbbero gli sciachimisti – solcano i cieli e vengono facilmente scambiati per oggetti misteriosi. Potenza del marketing.

    Arriviamo agli anni ’80 e 90′, un po’ in crisi di avvistamenti, ma sicuramente importanti per aver segnato l’inizio di una epoca dedicata al complotto. Cominciano a girare strane voci su presunte sperimentazioni Americane, in collaborazione con rappresentanti di popolazioni aliene, per lo sviluppo di strabilianti tecnologie belliche.
    L’Area 51 si conferma la coordinata geografica piu’ sorvegliata in assoluto, assediata di fotografi, curiosi, figli di sette impronunciabili, hyppies e via dicendo.
    Oltre alle classiche forme apparse negli anni precedenti, compaiono i primi avvistamenti di U.F.O triangolari, di cui parleremo in un altro momento.

    Gli anni ’80 sono anche quelli di Flashdance, delle prime discoteche tecnologiche e del Neon. Quindi, immancabili, nascono testimonianze di avvistamenti di Calcio-in-Culo nelle immediate vicinanze dei Luna-park; Come questa:

    Oggi, come tutti voi sapete, le tecniche di computer grafica (CGI) unite a macchinari sempre piu’ avanzati (dono di nessuna tecnologia aliena…) riescono ad ingannare anche il piu’ sveglio degli ufologi. Non c’e’ esperto al mondo che non abbia abboccato almeno una volta. Ricordate il famoso servizio di Studio Aperto sull’ufo di Pordenone?
    Oltre all’ufologia “classica”, troviamo un fitto sottobosco di pseudo-teorie sapientemente collegate tra loro dal filo conduttore degli alieni. Illuminati, scie chimiche, riscaldamento globale, e molti altri complotti avrebbero – secondo alcuni – tutti il comun denominatore dell’imminente invasione aliena.
    Viviamo in un era dove ci sono milioni di strumenti puntati al cielo. Una rete di telescopi, satelliti, osservatori, semplici amatori che scrutano verso l’alto stando attenti a tutto quello che proviene dallo spazio, e riversando in Rete i dati condivisi in tempo reale.
    Se una astronave aliena gigante passasse anche “solo” a un milione di kilometri dalla Terra, ce ne accorgeremmo.
    Ma questo non sembra minimamente interessare alle nuove sette di discipline cosmico – astrali che si dedicano all’adorazione di varie specie aliene. Ne abbiamo parlato diverse volte.
    Si moltiplicano quindi avvistamenti di astronavi con un design decisamente piu’ accattivante. Abbandonato l’aspetto da vecchia Fiat 500, gli U.F.O assumono molteplici forme. Si va dalle sorprese degli ovetti Kinder agli sputazzi sui vetri.
    A volte si usano tecniche molto semplici. Basta un pezzetto di carta igienica appiccicato sul vetro per togliere subito il dubbio del fotomontaggio, col benestare degli esperti ingannati.

    Per concludere questa breve panoramica sulle forme degli U.F.O, vi lascio con un video che di recente ho trovato su Youtube – e che racchiude in sostanza tutto quello che e’ stato scritto nell’articolo – e con una domanda ben precisa:

  • Come mai gli U.F.O, come il volto del Cristo dipinto, assumono forme che sembrano al passo con la moda del periodo?
  • [youtube width=”400″ height=”300″]http://www.youtube.com/user/dpufoman#p/a/u/1/EY09BG3kd8g[/youtube]

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    5 Comments

    • These photos are absolutely beautiful. The same results just can’t be duplicated using Photoshop on a digital photo.

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