Dopo un periodo di 8 mesi di studi, Luke Geissbuhler e suo figlio Max (Newburgh – New York) lanciano il primo iPhone nello spazio. Scopo della missione quello di fotografare, grazie ad una videocamera in HD, la stratosfera, lassù a 100.000ft (circa 32.000km).
L’esperimento rientra nel progetto Brooklyn Space Program gestito da un gruppo amatoriale di appassionati dello spazio.

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Per lo scopo è stato utilizzato un pallone sonda leggermente modificato ed adattato per contenere il prezioso strumento. Sapendo che non avrebbe retto molto a pressione e temperatura e per evitare il danneggiamento eccessivo dell’attrezzatura nella caduta, la sonda è stata dotata di mini-paracadute di frenata che ha permesso alla struttura di ricadere sui rami di un albero a circa 50Km di distanza dal punto di lancio.
In questo modo i Geissbuhler sono riusciti a registrare circa 100 minuti di immagini ad una quota massima di 35.700 metri. Il recupero dell’iPhone è stato aiutato dal LED lampeggiante e dal GPS ancora in funzione.

Non si tratta di una bufala. Il sito del progetto è liberamente consultabile come le fotografie realmente scattate dall’apparecchio. Quello che non tutti sanno è che a 35.700 metri non si puo’ ancora parlare di Spazio.
La stratosfera è separata dalla troposfera da uno strato chiamato tropopausa. Al di sopra della tropopausa, cioè dai 20.000 ai 32.000 metri di altitudine, inizia la stratosfera. L’alta stratosfera arriva fino a 80.000-100.000 metri, quota oltre la quale non esiste più l’ozono che difende le forme di vita dai raggi ultravioletti letali. È qui che noi utilizziamo il termine di “Spazio”, non di certo alle altitudini di crociera degli aerei civili.
Che padre e figlio siano degli sciachimisti travestiti da veri ricercatori in erba? Ma allora che ci vuole a portare a terra da analizzare un campione di scia, se con poche migliaia di euro è fattibile? Non serve nemmeno prendere l’aereo…
🙂

Dal momento che non vengono utilizzati dei software particolari sarebbe curioso indagare perchè la scelta sia ricaduta su un oggetto da centinaia di euro piuttosto che un comunissimo GPS.
Il fine di questa missione è comunque lodevole, così come la sua piena riuscita. Avere un padre che invece di comprare un aquilone al figlio gli costruisce una sonda “spaziale” non ha prezzo…o forse si (quanto costa un iPhone?).

  • Immagini della missione
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